Io dico NO alla violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Italia intera si mobilita con manifestazioni, flash mob, convegni e iniziative per sensibilizzare le coscienze di fronte alle tante, troppe situazioni di violenza di cui veniamo a conoscenza ogni giorno. Nel nostro paese infatti, dicono indagini recenti, ogni anno più di un milione di donne finisce nella rete dei soprusi al maschile, che si ripetono più volte arrivando alla vergognosa cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro). In Europa ogni giorno sette donne vengono uccise e in Italia una donna muore ogni due giorni, sempre per mano del partner. Non si può restare indifferenti quando le cifre sono queste.
E allora voglio pubblicare la lettera che Anna Maria Ragusa, la cugina di Roberta Ragusa, ha mandato alla nostra redazione di Quarto Grado, e che abbiano trasmesso.
Parole semplici ma potenti, dettate dal cuore e dalla sofferenza.

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Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna.


Venerdì sera sono stati ospiti a Quarto Grado Loris Gozi, il così detto super testimone del caso Roberta Ragusa, e sua moglie Anita Gombi, che lo ha accompagnato e aspettato come sempre con grande pazienza e amore.
Loris è un ragazzo buono, a cui ormai voglio bene, e che ha pagato a caro prezzo la sua testimonianza in questo caso di cronaca che da tre anni tiene col fiato sospeso tutti gli appassionati di Quarto Grado e non solo.
Loris, dopo essere uscito allo scoperto, ha perso il lavoro, sua moglie Anita è stata licenziata. La famiglia di Loris lo ha abbandonato perché lo considera un traditore. Appartiene infatti ai Sinti, una stirpe di zingari che ha delle regole ben precise. Se non le rispetti, sei fuori.
Lui ha sfidato tutti e con coraggio, anche se in ritardo, per la forte pressione della sua famiglia, ha raccontato cos’aveva visto quella notte del 13 gennaio 2012 in via Gigli, a Gello di San Giuliano Terme, quando Roberta Ragusa, una mamma bellissima e attaccata ai suoi figli, scompare per sempre.

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Il giallo di Roberta Ragusa. Le oltre cento contestazioni ad Antonio Logli.

20141104_083641Sono oltre diecimila le pagine del fascicolo che la procura di Pisa ha costruito contro Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, e io che ne ho letto qualche pezzo, posso dirvi che sembra un romanzo d’appendice. Ne emerge un quadro inquietante, di quella notte e di quella situazione familiare, sotto più punti di vista. Innanzi tutto vi sono oltre cento contestazioni mosse ad Antonio: bugie, falsità, tentativi di depistaggio e di sviare le indagini. Logli ha mentito sulla relazione con sua moglie: nella denuncia di scomparsa di quel sabato 14 gennaio 2012 dice che il suo matrimonio godeva di buona salute. E invece da otto anni lui aveva un’amante. L’ex baby sitter dei suoi figli, nonché la migliore amica di sua moglie. Logli ha mentito, sempre secondo la procura, sulla notte della scomparsa di Roberta, quando afferma di essere andato a dormire a mezzanotte, mentre almeno due testimoni lo vedono in via Gigli prima da solo, e poi litigare violentemente con una donna, tra mezzanotte e mezza e l’una.
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Una relazione pericolosa

carollo….”da circa nove anni che ho una relazione con Antonio Logli iniziata dopo aver preso la patente presso l’autoscuola futura.”

Sono queste le parole di Sara Calzolaio, l’amante di Antonio Logli, interrogata dai magistrati nel maggio 2013. Un documento esclusivo mandato in onda a QuartoGrado, Rete4, poche ore fa.

La relazione tra Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa e Sara Calzolaio gioca un ruolo centrale nel giallo della scomparsa di Roberta.

Antonio non va più d’accordo con sua moglie, e ormai da tanti anni che nella sua vita c’è un’altra, all’insaputa di tutti. Una ragazza che ha conosciuto alla sua autoscuola, quando e’andata a fare la patente da lui. Lei e’giovane e bellissima. Sara Calzolaio. All’epoca Sara lavora come cameriera al Mc Donald di Pisa. Continua a leggere