Io dico NO alla violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Italia intera si mobilita con manifestazioni, flash mob, convegni e iniziative per sensibilizzare le coscienze di fronte alle tante, troppe situazioni di violenza di cui veniamo a conoscenza ogni giorno. Nel nostro paese infatti, dicono indagini recenti, ogni anno più di un milione di donne finisce nella rete dei soprusi al maschile, che si ripetono più volte arrivando alla vergognosa cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro). In Europa ogni giorno sette donne vengono uccise e in Italia una donna muore ogni due giorni, sempre per mano del partner. Non si può restare indifferenti quando le cifre sono queste.
E allora voglio pubblicare la lettera che Anna Maria Ragusa, la cugina di Roberta Ragusa, ha mandato alla nostra redazione di Quarto Grado, e che abbiano trasmesso.
Parole semplici ma potenti, dettate dal cuore e dalla sofferenza.

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Dietro le quinte di una diretta di Quartogrado

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Sono le 22.30 e siamo in diretta da quasi un’ora. QuartoGrado e’ un programma diviso in sette blocchi, a loro volta suddivisi in cinque storie. Finché sto scrivendo siamo al terzo blocco e parliamo della povera Elena Ceste. In video c’è la mamma di Elena e qui tutti in redazione stiamo ascoltando in silenzio le parole di questa povera donna che quando è stata intervistata ancora non sapeva che quel corpo ritrovato era di sua figlia.

Nel frattempo però i nostri ragazzi della regia preparano la prossima “prova tecnica” perché qui, nello studio 15, sta per arrivare il Generale Garofano, il nostro esperto che ogni settimana ci spiega a parole semplici come vengono svolte le indagini. Nel frattempo arrivano circa ottomila messaggi di vicinanza a Elena alla nostra redazione. “Sicuramente è stata uccisa, trasportata e spogliata” dice una telespettatrice. “Ma come mai solo Michele indagato?”
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