I look delle star di Hollywood

darby

Ho una grande passione per la moda. Da sempre. Chiunque mi conosce sa come io sia in grado di riconoscere lo stilista di un abito senza alcun suggerimento, di quanto sia un’acuta osservatrice degli abbinamenti dei colori, e una grande amante degli accessori, dai bijoux, alle scarpe, alle borse. D’altronde per cinque anni della mia vita lavorativa mi sono occupata quasi esclusivamente di costume e moda. Non sono una fanatica, tutt’altro, vesto in modo molto semplice, un po’ come stile di vita. Però sono affascinata dalla moda e dallo stile, perché dicono tantissimo di ciascuno di noi. Perfino nei casi di cronaca di cui mi occupo oggi, spesso analizziamo gli abiti dei protagonisti delle nostre storie, per carpire qualcosa di più della loro personalità. Ricordo numerosi pezzi sui vestiti di Salvatore Parolisi, accusato e poi condannato per avere ucciso sua moglie Melania Rea. Gli abiti che indossiamo dicono chi siamo, cosa amiamo, quanto spendiamo, di che umore ci siamo alzati, che cosa vogliamo ottenere quel giorno.

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Loris Gozi. Un teste attendibile: perché?

Loris Gozi

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Loris Gozi. Un teste attendibile

Lori Gozi, secondo la procura di Pisa, è un testimone attendibile. Perché, vi chiederete. In fondo Loris e’ uno zingaro, ha un passato burrascoso, i pregiudizi su di lui potrebbero sprecarsi. Ma Loris non mente, perché ogni singola parola da lui detta in questi tre anni e’ stata verificata dagli inquirenti. Ogni suo singolo spostamento di quella notte del 13 gennaio 2012, e’ stato controllato e ha trovato riscontro. Lo testimonia una lunga relazione dei ROS di Roma, della quale sono filtrati alcuni elementi proprio in questi giorni. Vi faccio degli esempi. Loris dichiara di essere andato a prendere sua moglie Anita nella pizzeria dove la donna lavorava, la notte della scomparsa di Roberta, a mezzanotte e venti. Anita conferma l’orario, così come lo confermano le persone che lavoravano lì quella sera. Ma c’è di più. La collega di Anita, una ragazza rumena, registra l’orario preciso nella sua agenda. Carta canta.
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Il giallo di Roberta Ragusa. Le oltre cento contestazioni ad Antonio Logli.

20141104_083641Sono oltre diecimila le pagine del fascicolo che la procura di Pisa ha costruito contro Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, e io che ne ho letto qualche pezzo, posso dirvi che sembra un romanzo d’appendice. Ne emerge un quadro inquietante, di quella notte e di quella situazione familiare, sotto più punti di vista. Innanzi tutto vi sono oltre cento contestazioni mosse ad Antonio: bugie, falsità, tentativi di depistaggio e di sviare le indagini. Logli ha mentito sulla relazione con sua moglie: nella denuncia di scomparsa di quel sabato 14 gennaio 2012 dice che il suo matrimonio godeva di buona salute. E invece da otto anni lui aveva un’amante. L’ex baby sitter dei suoi figli, nonché la migliore amica di sua moglie. Logli ha mentito, sempre secondo la procura, sulla notte della scomparsa di Roberta, quando afferma di essere andato a dormire a mezzanotte, mentre almeno due testimoni lo vedono in via Gigli prima da solo, e poi litigare violentemente con una donna, tra mezzanotte e mezza e l’una.
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Sara calzolaio al centro del giallo di Roberta Ragusa. L’attesa, sempre più difficile, a Gello, in attesa del processo.

La troupe di Mattino5 al lavoro


C’è un silenzio carico d’attesa qui a Gello di San Giuliano Terme.

Ci sono stata oggi, collegata in diretta a Mattino5, per raccontare come si vive a casa Logli in questi giorni di attesa. Intanto c’è una notizia: l’avvocato di Antonio Logli, indagato per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa e la distruzione del suo cadavere, ha ottenuto dalla Procura di Pisa altri tenta giorni di tempo per studiare le carte. D’altronde si tratta di oltre diecimila pagine di inchiesta: leggerle, capirne il filo logico e creare una linea difensiva non è cosa semplice. Ancora non sappiamo quindi se Antonio Logli sarà rinviato a giudizio. Di certo questa sembra la direzione più plausibile.
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Dietro le quinte di una diretta di Quartogrado

Sono le 22.30 e siamo in diretta da quasi un’ora. QuartoGrado e’ un programma diviso in sette blocchi, a loro volta suddivisi in cinque storie. Finché sto scrivendo siamo al terzo blocco e parliamo della povera Elena Ceste. In video c’è la mamma di Elena e qui tutti in redazione stiamo ascoltando in silenzio le parole di questa povera donna che quando è stata intervistata ancora non sapeva che quel corpo ritrovato era di sua figlia.

Nel frattempo però i nostri ragazzi della regia preparano la prossima “prova tecnica” perché qui, nello studio 15, sta per arrivare il Generale Garofano, il nostro esperto che ogni settimana ci spiega a parole semplici come vengono svolte le indagini. Nel frattempo arrivano circa ottomila messaggi di vicinanza a Elena alla nostra redazione. “Sicuramente è stata uccisa, trasportata e spogliata” dice una telespettatrice. “Ma come mai solo Michele indagato?”
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