La bellezza salverà il mondo

È proprio vero che il business, come la vita privata, non è nient’altro che un vortice alimentato da discese ardite e risalite, il tutto in un crescendo di successi e delusioni, bocciature e rinascite.

Lo sa bene Fabio Durighel, giovane imprenditore italiano nato e cresciuto nell’industria della cosmetica, settore importantissimo dell’economia italiana.

Nasce come produttore di macchinari (nella fattispecie lampade) a raggi UVA. La sua azienda vive anni incredibili, godendo della fama di grandissimi innovatori soprattutto da parte degli estimatori e cultori dell’abbronzatura artificiale. Pionieri nel loro settore, Durighel e la sua squadra sono i primi a dare il via ad un mercato che trova terreno fertile in donne e uomini di ogni età, ceto ed estrazione sociale. Sono i mitici anni ’80, quelli in cui l’abbronzatura e’simbolo di ricchezza e benessere, anni d’oro per l’economia. Le docce solari rappresentano un business più che redditizio almeno fino a quando la normativa dell’OMS (l’organizzazione mondiale della sanità) si impone in modo categorico: studi hanno provato che una sovraesposizione ai raggi UVA e UVB nuoce gravemente alla salute. La produzione delle lampade si arresta, non sono più facilmente vendibili. Il sipario cala, inesorabilmente, anche sul team di Durighel. Come molti imprenditori, anche lui vive sulla sua pelle un mercato che cambia in modo rapidissimo e non perdona. Ma Fabio e’ uno tosto, che non si da per vinto. Non ha paura di reinventarsi e ha quello che serve: le idee.

Per non soccombere infatti e’ necessario dar vita a qualcosa di innovativo, di nuova generazione e soprattutto che rientri nei canoni delle normative dell’OMS.

Fabio ha studiato Economia alla Bocconi, è stato export manager in Asia per una società di cosmetici, acquisisce una sua azienda di cosmesi e si rimette a studiare. Passa così 15 anni in questo settore e impara a conoscere le dinamiche di questa realtà. Vuole creare qualcosa che ancora non esiste nel mercato; un prodotto che abbia un effetto istantaneo e a lungo termine, che sia più protezioni in una, e che non faccia male alla salute. È deciso a dimostrare al mondo che l’estetica può combattere il tumore alla pelle senza perdere la sua aura ed il suo fascino. Ed è così che riprende in mano i suoi appunti, riparte dalle sue prime produzioni di autoabbronzanti e sbiancanti spray per il mercato asiatico per focalizzare la sua attenzione sulla protezione solare. Da vita ad un nuovo modo di produzione e crea quindi qualcosa di estremamente ambizioso: una protezione brevettata sull’utilizzo, della durata di ben tre anni. Un prodotto spray che offre tre protezioni in una: 20/30/50 piuttosto che 50/80/100, andando a rivoluzionare completamente il mercato della cosmetica. Basta con innumerevoli tubetti o flaconi, basta spendere cifre irragionevoli: con un solo prodotto è ora possibile gestire la propria abbronzatura, proteggersi e soprattutto difendersi dai tumori che colpiscono la nostra pelle.

Oggi è possibile dire che nell’ambito della cosmesi la fascia legata a protezioni solari rappresenta il business più in crescita in assoluto, ovvero il 60%. E da questo dato sono proprio partite le lezioni di branding e ristrutturazione aziendale che Durighel ha tenuto in Bocconi, riscontrando grandissimo interesse ed entusiasmo nei giovani studenti all’ascolto.

Lo scopo del team di Durighel è quello di combattere i 4 nemici dell’umanità, ovvero il buco dell’ozono, i conservanti alimentari, l’inquinamento atmosferico e i prodotti OGM, senza mai rinunciare alla cura del proprio corpo.

Questa filosofia, più che innovativa, ha solo gettato le basi: infattilo scopo è entrare in modo nuovo nel mondo del retail (cioè del consumatore finale) andando anche a includere prodotti anti età e dimagranti.

‘La bellezza salverà il mondo’, e non solo, anche l’economia.

Dobbiamo essere fieri di avere in Italia imprenditori giovani e pieni di coraggio che affrontano ogni giorno nuove sfide. Diamo un messaggio positivo. Ce n’è bisogno.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *