I sogni bruciati di Sara

Sara Di Pietrantonio è stata bruciata viva. Arsa dalle fiamme deliberatamente provocate  dal suo ex fidanzato, che non accettava che lei lo avesse lasciato.
L’ennesima vittima di femminicidio, un’altra donna che paga con la vita per aver detto basta ad una relazione alla quale non credeva più. Una morte ogni tre giorni, sono questi i dati che solo la freddezza dei numeri esprimono la grossa contraddizione con i nostri tempi, dove la tecnologia sembra spadroneggiare.
Dati impietosi sui quali ognuno di noi e’ chiamato ad interrogarsi.


Un’altra vita spezzata, un’altra famiglia distrutta, in nome di un amore che tale non è. Sara aveva solo 22 anni, aveva studiato al liceo scientifico Cannizzaro dell’ Eur e ora frequentava la facoltà di Economia a Roma Tre, ballava, suonava il flauto al Conservatorio, aveva decine di amici, era benvoluta da tutti. Studiava ed era bravissima ma non era una secchiona, dice chi la conosceva, lavorava d’estate per pagarsi gli studi. Una ragazza in gamba, una donna modello di quelle che ti auguri di avere come figlia o come amica delle tue, di figlie. Ma Sara aveva amato l’uomo sbagliato. Vincenzo Paduano, suo compagno per un anno, che lei da poco aveva lasciato. E lui cos’ha fatto per togliersela dalla testa? Ha pensato bene di seguirla in auto, cospargerla di benzina e darle fuoco. “Se deve finire, finirà per tutti e due”, parole usate da un altro carnefice solo qualche settimana fa. Che sembrano riecheggiare in quell’auto che brucia. L’auto di una ragazza che sognava e costruiva passo dopo passo il suo futuro. Oggi è un giorno triste, l’ennesimo. Io questa battaglia contro il femminicidio voglio portarla avanti, una battaglia talmente vecchia da essere attualissima. Ne ho anche scritto un libro, “Le amiche che non ho più”, e rileggere stamattina la prefazione mi fa male.
“Ho scritto questo libro non per accusare qualcuno, ma per tentare di difendere qualcuno. L’ho scritto perché le donne si ricordino sempre di tenere gli occhi ben aperti quando qualcosa non va con i loro mariti, con i loro compagni, o più semplicemente perché sappiamo essere vigili. Non è un monito il mio libro, ma uno specchio del nostro paese in cui non siamo abbastanza tutelate”.
Oggi Sara non c’è più, e anche noi che non la conoscevamo siamo un po più soli. Preghiamo per Sara e per la sua famiglia, preghiamo perché tutte le donne si sforzino di riconoscere i segnali della violenza, perché questa ennesima tragedia sia da monito alle donne e da sostegno a chi ha avuto il coraggio di alzare la testa.

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3 risposte a “I sogni bruciati di Sara

  1. Buongiorno
    Cara Francesca, da genitore e da padre, maledico quelle persone che permettono che accadano, fatti del genere. Perchè un vero responsabile esiste e credo che anche lei, abbia capito a chi mi stia riferendo. Quaranta femminicidi, nei primi cinque mesi dell’anno, significano una cosa sola. Questi animali che commettono queste atrocità, sanno benissimo che non verranno mai puniti. Maledire, non è mai una cosa saggia, ma in certe circostanze scatta inevitabilmente una rabbia che porta i sentimenti di una persona, all’estremo. Come padre, se dovesse succedere una cosa del genere a mia figlia, nulla e nessuno mi potrebbe fermare. Darei la caccia all’animale, fino a quando non lo avrei fatto a pezzi. Considerando la totale assenza delle nostre istituzioni, dovremmo imparare a farci giustizia da soli. Un Governo che nega a un cittadino la legittima difesa, non può che essere complice degli stessi che commettono un reato. Se la povera Sara, avesse avuto un arma in tasca, non credo che le cose sarebbero andate in questo modo. Perchè nessuno si è degnato di fermare un animale che ormai da mesi, controllava gli spostamenti di Sara e la minacciava ? i parenti e gli amici, lo sapevano ma nessuno è intervenuto in suo aiuto. Questo è il vero dramma. Alle due di notte, una ragazza che viveva questa traumatizzante realtà, avrebbe dovuto essere accompagnata a casa e non lasciata sola, in balia di un infame. La cosa peggiore è stata quella di ascoltare le dichiarazioni fatte da un Pm che ha colpevolizzato le persone che passando accanto al corpo di Sara, non si sono fermate per prestarle aiuto. Non sono qui a giudicare quelle persone, ma posso tranquillamente affermare che la maggior parte di noi, non si sarebbe fermata. E il motivo è molto semplice. Chi di noi lo avrebbe fatto, sapendo come funzionano le cose in Italia ? ho 58 anni e da più di venti, posseggo un regolare permesso per detenere un arma. Sarei sceso e dopo aver aiutato la ragazza, avrei sparato all’animale. Cosa mi sarebbe successo ? se ne sarei uscito vivo, come minimo mi avrebbero dato vent’anni di galera, per aver ucciso un animale. In Italia purtroppo funziona così. Ieri sera al TG4 è stata intervistata una donna che ha ricevuto ben sedici coltellate dal suo ragazzo, rischiando la vita. Il giudice ha condannato quest’ altro animale a sette anni di carcere. Ora è agli arresti domiciliari. Cara Francesca, se per lei, una condanna del genere le sembra opportuna, di cosa stiamo parlando ? un paese senza giustizia e senza possibilità di legittima difesa è un paese che muore lentamente. Fino a quando si tutela chi delinque, non potrà esserci dignità e fatti come quelli accaduti alla povera Sara, si moltiplicheranno. Ho un infinito rispetto per le donne, senza di loro il mondo cesserebbe di esistere, ma credo fermamente che le stesse, fino a quando non cambierà qualche cosa, saranno quelle che subiranno maggiormente l’arroganza e l’indifferenza degli animali. Siamo solo capaci di criticare come il mondo Musulmano, tratta le loro donne, ma non ci accorgiamo che per certe cose, siamo peggio di loro. Le usiamo fino a quando ci fanno comodo ma dal momento che rimaniamo soli, le bruciamo. Nella completa indifferenza dei nostri politici e delle istituzioni. Grande paese l’Italia. Veramente grande. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  2. Buongiorno
    Cara Francesca, sono passati otto giorni dal mio ultimo commento e ad oggi, l’Italia ha assistito a quattro femminicidi. Come volevasi dimostrare, abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. E siamo ancora qui a chiederci il perchè succedano certe cose. Mi auguro che non faccia parte della categoria dei buonisti e quando sentirà parlare di pena di morte, non si scandalizzi. Se lo dovesse fare, sappia che “i sogni bruciati di Sara” saranno gli stessi per molte altre donne. Buona giornata.
    Cordialmente.

  3. Buonasera
    Cara Francesca, sono veramente deluso per il completo disinteressamento, riguardo a un argomento di importanza vitale. Mi spiace che nessuno abbia espresso il suo disappunto, per l’indifferenza del Governo e delle istituzioni che dovrebbero salvaguardare la sicurezza delle donne colpite da un tale massacro. Ho usato questa parola, perchè è di questo che il paese è testimone quotidianamente. Un vero massacro. Dall’ultimo mio commento, tre donne sono state barbaramente colpite da un inaudita violenza, messa in atto da mariti e fidanzati, ormai con il cervello andato in pappa. Quello che mi ha maggiormente disgustato è stata da dichiarazione della Boschi, che ha precisato che il Pd da oltre due anni, si stà muovendo per evitare che accadano certe cose. Certe affermazioni, meriterebbero la censura mediatica. La Boschi è una donna e mai mi sarei immaginato di ascoltare certe idiozie. E’ chiaro che per lei il problema non sussista. La sua quotidianità è ben protetta da guardie del corpo ed è difficile pensare che la sua vita, possa essere in pericolo. Questo è un problema che difficilmente verrà risolto. Lei è una giornalista e credo che la sua professionalità, dovrebbe guardare oltre un semplice blog. La prego di non fraintendermi. Ben venga il blog, ma quello che bisogna fare, deve essere più incisivo e toccare direttamente i sentimenti delle persone. Io mi ritengo, l’ultimo degli ignoranti e di sicuro, non avrò mai voce in capitolo. Sono il sig. Nessuno. Lei è una persona pubblica e conosciuta dai media. Il mio consiglio è molto semplice. Organizziamo una raccolta di firme da portare alla Camera, contro i femminicidi. Solo in questo modo, avremo la possibilità di farci sentire. La cosa importante e vitale è quella di non coinvolgere i partiti di sinistra. Lei si chiederà il perchè. La risposta è molto semplice. Ormai sono anni che hanno preso in mano il paese (in modo abusivo, ma l’ hanno fatto) e nessuno si è mosso per contrastare questo macabro fenomeno. Cara Francesca, sarei estremamente felice, nell’ascoltare quello che realmente pensa in proposito. La mia e-mail la conosce e se vorrà rispondermi, mi troverà a sua completa disposizione. Un caro saluto.
    Cordialmente.

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