Un milione a Belen sì, quasi cento lavoratrici no

Belen-guess

Con un colpo di coda l’azienda fiorentina Guess decide di delocalizzare e di trasferire i propri impianti produttivi nella vicina Svizzera, gettando ombre sul futuro di numerose famiglie italiane. Sembrano valsi a nulla i tentativi, da parte delle lavoratrici licenziate o in via di licenziamento, di richiamare l’attenzione della showgirl Belen Rodriguez, testimonial del marchio, a solidarizzare verso le molte donne che vedono il loro futuro sempre più’ cupo.

Ovviamente nessuno ha chiesto a Belen di rinunciare al suo contratto, ne’ di entrare in contrasto con l’azienda che la paga lautamente, tuttavia, da chi si è sempre professata amica e vicina alle donne ci si aspettava qualcosina di più. Che so, una telefonata alla rappresentante sindacale, una lettera aperta in favore delle tante madri di famiglia coinvolte. Probabilmente troppo, perché, come dicevano i latini “pecunia non olet”, ovvero il denaro non fa schifo a nessuno, e un milione di euro come compenso da testimonial non sono proprio una cifra trascurabile.

Sara Pratesi, una delle donne che stanno per perdere il posto di lavoro ha detto, intervistata alla radio durante il programma Stanza Selvaggia di m2o: “Belen non ci ha risposto, forse non le interessa quello che accade a 90 donne dell’azienda Guess che lei rappresenta nel mondo e per i cui prodotti ci mette la faccia”. E secondo i lavoratori dell’azienda «negli ultimi anni Guess ha avviato una politica di riduzione delle spese che col tempo ha inciso anche sulla qualità e la riconoscibilita’ del prodotto, una politica a senso unico, di puro risparmio dei costi che, nel medio periodo, ha eroso la fiducia dei consumatori ha inciso negativamente sul fatturato. Per questo motivo i lavoratori chiedono al Ceo di rivedere i piani strategici dell’azienda».

Io tifo per le donne, per l’Italia e per la non-delocalizzazione. Quindi tifo per le lavoratrici e dico a Belen, che è una grande lavoratrice anche lei e una donna intelligente e sensibile: Belen, se ci sei batti un colpo.

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3 risposte a “Un milione a Belen sì, quasi cento lavoratrici no

  1. Buonasera.
    Cara Francesca, il fatto che la Guess voglia delocalizzare la propria azienda in Svizzera è un fatto che non mi trova per nulla contrario. Se il mio lavoro, serve solo ed esclusivamente per pagare le tasse e tutto quello che gira intorno ad esso è sacrosanto che possa scegliere di andare dove meglio credo. Noi Italiani siamo fatti in uno strano modo. Perchè dovrebbe interessare a Belen, il futuro di cento persone. La stessa, non è la titolare della Guess e di conseguenza, non è tenuta a salvaguardare il posto di lavoro dei dipendenti. Queste cento lavoratrici, dovrebbero chiedersi, il perchè la loro azienda ha deciso di chiudere i battenti in Italia. Con questo, non vorrei essere frainteso. Non sto prendendo la difesa di Belen, ma in questo caso credo che non c’entri nulla. Un milione di € alla subrette ? anche in questo caso, non vedo dove sia il problema. Se ha trovato il pollo da spennare e senza troppa fatica è riuscita a farsi staccare l’assegno, buon per lei. Questo miserabile mondo, lo abbiamo creato noi e ora ci stiamo accorgendo che è completamente sbagliato. E’ brutto dirlo, ma quante di queste cento donne, possono vantare il fisico della Belen ? questo mondo ci ha insegnato che la bellezza conta più dell’intelligenza e questi sono i risultati. Il totale fallimento del sistema. Un milione alla Belen, ma a nessuno frega di cento donne che molto presto si troveranno senza lavoro. La vita va avanti lo stesso. In questo caso i veri responsabili, siedono a Roma nei palazzi del potere. La mia è una semplice domanda. Se le tasse che paghiamo in Italia, fossero a un livello umanamente sostenibili, non credo che le aziende sentirebbero il bisogno di andarsene. Ho 58 anni e per lo stesso motivo, ho dovuto chiudere l’attività. Purtroppo il mio fatturato, non era lontanamente paragonabile a quello della Guess e pensare di aprire all’estero era pura follia. Perciò, dare colpe alla Belen o ad altre ragazze che vendono la propria immagine per soldi è sbagliato. Ognuno di noi fa i propri interessi, sopratutto quando in ballo ci sono i soldi. Purtroppo, chi pagato da noi dovrebbe farlo, lo fa nel peggiore dei modi. Buona serata.
    Cordialmente.

  2. Mi permetto di rispondere a Marco…perché personalmente trovo troppo sommario il discorso fatto sulla scelta del testimonial…di un marchio…
    Allora…un marchio sceglie il testimonial dopo lunga ed attenta analisi di mercato, ovvero di localizzazione e massima profittabilità delle vendite…attraverso indagini di mercato…applicati con modelli matematico statistici…in prima istanza…per poi verificare sul campo l’attendibilità dei dati ricavati….appurata la teoria e la pratica i grossi gruppi non delocalizzano la ricerca e proseguono la propria opera di lancio di prodotto internamente…e quindi ricercano un viso e/o un corpo che possa secondo loro rappresentarli e soprattutto sia di tendenza tra il pubblico a cui sono indirizzati i prodotti.
    Questo sommariamente….
    Giustamente come lei dice…prima di raggiungere l’orecchio di Belen, bisogna passare attraverso il suo addetto stampa, il suo manager etc…con i quali la stessa Belen deve concordare le politiche di gestione del proprio marchio…poiché di questo stiamo parlando…gestione di un marchio…forse che non avrà flussi di vendita come Fiat o non fornirà servizi come Tim o Vodafone…ma alla fine sempre di merchandising….parliamo….(mi consenta il termine allargato…)
    Giustamente Belen è chiamata ad essere testimonial e non può concretamente schierarsi…per motivi gestionali (sia mai che un volto entri nella politica gestionale dell’azienda…sarebbe contro producente sotto molti punti di vista…Belen è secondo me sovra esposta mediaticamente…e qualsiasi marchio anche in fase di ri progettazione così evoluto in termine di mercato come Guess..impiegherebbe pochissimo a cercarsi un altro testimonial ed a trovarlo…) e per motivi di opportunità…i suoi glutei e seni non sono coperti solo da questo marchio e qualsiasi produttore pretende professionalità dai suoi testimonial…ciò significa non immischiarsi, come detto sopra, nelle politiche aziendali….quindi Belen potrebbe perdere molti contratti di sponsorizzazione per tutelare queste lavoratrici…
    E secondo voi…dopo cosa farebbe….una che passa le giornate in palestra e davanti allo specchio, rischierebbe una mossa commercialmente così pericolosa….rischiando di perdere contratti milionari e quindi andare poi a lavorare con loro in fabbrica??
    Non conosco Belen, non saprei dire se avesse questa forza…e se eventualmente il suo entourage glielo permettesse….certamente i modi per aiutare sono molti….alle volte una mano nell’ombra può essere più efficace che tanti servizi sulla televisione pubblica o privata…i canali di una soubrette come lei…sono molti….persino il suo addetto stampa…potrebbe fare storie per il pessimo ritorno d’immagine che la soubrette subirebbe da una delocalizzazione…insomma le mosse sono molte..
    Sono certo che sia nelle corde di Belen aiutare con intelligenza….queste donne…non donne in quanto tali, bensì persone con dei nuclei famigliari e quindi persone da rispettare…certamente non è nemmeno corretto chiedere alla stessa di perdere un contratto di sponsorizzazione per fare i ns. interessi….
    Vorrei inoltre fare un appunto…sul sarcastico appunto mosso sull’opportunità di remunerare con un milione di euro il testimonial ed invece delocalizzare per motivi di costo le lavoratrice…belen potrebbe fare avere un ritorno d’immagine decuplicato annualmente pagamento sulla sua prestazione alla fine e concretamente solo l’IVA, le lavoratrice per quanto brutto sia dirlo….sono beni aziendalmente e produttivamente sostituibili….e per certo con costi gestionali nettamente superiori…e per certo non in grado di decuplicare l’investimento effettuato sulla loro produttività….poiché certamente dipendente da moltissimi variabili…e non solo sui costi fissi…di cui sopra…
    Ha ragione, in Italia, il costo del lavoro è esorbitante….ed un imprenditore deve prendere in considerazione la possibilità di delocalizzare per creare valore…non è colpa di nessuno ed è colpa di tutti…perché i politici che sono attualmente al governo…sono stati chiamati…dal popolo italiano…quindi perché colpevolizzarli in valore assoluto??
    Inoltre i costi della PA sono direttamente correlati alla pressione fiscali, più salgono e più cresce l’indebitamento pro capite…ma i costi della PA sono cresciuti nel corso del tempo….dalla prima Repubblica…e qui il discorso sarebbe ulteriormente più complesso…perché dovremmo anche andare a considerare bilancia commerciale e molte altre variabili

  3. Buongiorno
    @ Massimo
    Mio caro amico, per quanto riguarda Belen, abbiamo due idee completamente diverse, ma non posso negare che alcune frasi da lei espresse, mi trovano in accordo con lei. Quello che non potrò mai condividere con lei, riguarda una frase detta alla fine del suo commento. Riprendo la frase. “perchè i politici che sono attualmente al Governo, sono stati chiamati dal popolo Italiano, ecc,ecc,ecc.” Mi auguro che queste parole, siano dovute a un vero e proprio lapsus. Se così non fosse, incomincerei a preoccuparmi. Vorrei ricordarle che l’attuale Governo Italiano è uguale in tutto e per tutto, a quelle persone che vendono abusivamente i propri prodotti, senza avere i requisiti per farlo. I cosi detti, vù cumprà. Parassiti che hanno la faccia tosta di tenere in mano le redini del paese, senza averne il diritto. L’imbonitore toscano, o se preferisce Pinocchio è passato da Sindaco di Firenze, a Presidente del Consiglio, come d’incanto. Gli Italiani, si sono svegliati una mattina e se lo sono trovato, come unico responsabile del paese. Ribadisco, Un clandestino, amico dei clandestini (quelli veri) dotato di una sola qualità. L’arroganza. Perciò caro Massimo, se le aziende decidono di delocalizzare le proprie aziende in paesi dove le tasse sono sostenibili, la colpa non è ne di Belen, ne tantomeno del popolo Italiano, ma di quei politici corrotti che l’unica cosa che sanno fare è riempire le proprie tasche di soldi. Mr. Bean, non fa certo eccezione. Il mio primo commento, come afferma lei è stato sommario. Ho 58 anni e dalla vita ho imparato una cosa. Ho imparato a credere in quello che vedo, non a quello che vogliono farmi credere. Mi ritengo il re degli ignoranti, ma non posso non vedere il decadimento che ha colpito il mio paese. Fino a qualche tempo fa, il più bel paese del mondo. Prima di chiudere la mia attività, avevo a che fare con persone di tutto il mondo. Le stesse che elogiavano l’Italia e amavano la nostra cultura e le nostre tradizioni. Oggi se dichiari di essere Italiano, ti ridono in faccia. Il problema che lo fanno anche i paesi, considerati fino a ieri del Terzo Mondo. Caro Massimo, non aggiungo altro. Non amo la volgarità. Buona giornata.
    Cordialmente.

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