Roberta Ragusa: sentenza annullata. Logli potrebbe andare a processo.

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Lo avevamo lasciato un anno fa, fuori dal Tribunale di Pisa con un sorriso beffardo, Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, quando un giudice aveva deciso che per lui non dovesse essere celebrato nessuno processo per l’omicidio di sua moglie, per cui era indagato. Perché, scrisse il GUP ( giudice per l’udienza preliminare) Laghezza “il fatto non sussiste” ovvero Roberta non c’era nessuna prova che fosse stata uccisa, e tantomeno da suo marito Antonio.

Per il GUP quindi, Roberta poteva anche essere in giro per il mondo e aver tranquillamente abbandonato suoi bambini, che amava alla follia, senza nessun perché. Oggi, però, cinque giudici della Corte di Cassazione hanno annullato questa sentenza. Tutto da rifare quindi, Antonio potrebbe diventare un imputato ed essere processato, se un nuovo giudice deciderà così. Oppure potrebbe essere nuovamente prosciolto.
Oggi Logli in Cassazione non c’era, non ha voluto mettere la faccia, ma c’erano i suoi difensori, che com’e’ normale che sia, non hanno accolto positivamente questa notizia. Per loro, e per Antonio, Roberta potrebbe essere viva, e bisogna cercarla! Lo hanno chiesto anche a noi giornalisti poche ore fa, di darci da fare. Ci hanno spiegato anche che Antonio lo ha fatto, l’ha cercata sua moglie, ma non c’hanno voluto dire come, perché ci sono carte, atti segreti, cose che non si possono svelare. E noi ci atteniamo a questo. Io personalmente, che nutro grande stima dell’avvocato di Antonio Logli, Roberto Cavani, ho cercato di spiegare che sarebbe bello sapere come l’ha cercata, Antonio, la povera Roberta, e se pensa davvero che se ne sia andata volontariamente via di casa. Perché in quattro anni quello che abbiamo visto è che Logli, poco dopo la scomparsa della moglie, si è portato in casa Sara Calzolaio, la sua amante di sempre.
La donna che in cuor suo da anni voleva prendere il posto di Roberta in quella casa, in quella famiglia, con suo marito. Oggi per il caso di Roberta Ragusa, la bellissima mamma dagli occhi blu scomparsa in pigiama, senza soldi, documenti, al freddo una notte di gennaio, lasciando una lista della spesa incompleta e delle cose da fare il giorno dopo, si apre una fase nuova e cioè ancora la possibilità che un giudice faccia luce su questo mistero. Come hanno chiesto ieri le sue cugine Marika e Maria davanti al palazzo della Cassazione, e come chiedono di tutti i suoi parenti e chi la amava. Ma questo non vuol dire che Antonio sia colpevole. Questa sentenza è solo un altro pezzo di strada alla ricerca di verità e giustizia per la memoria di una donna la cui esistenza non può essere cancellata con un colpo di spugna.
Io Roberta non l’ho conosciuta personalmente, ma è diventata una mia amica tramite le sue amiche, i suoi parenti, le persone che mi hanno parlato di lei, che mi hanno raccontato di com’era una moglie e una mamma devota, innamorata dei suoi bambini. E così, a me, Roberta è diventata familiare. È diventata un’amica che oggi non ho più, così come lo sono diventate  Lucia Manca e Federica Giacomini, altre due donne il cui destino crudele e tragico ho seguito nel mio lavoro di inviata. Donne tradite, ferite anche solo nell’anima, scomparse, uccise. Per me sono amiche, anche se non ci sono più e pur non avendole mai avute. Stasera a Quarto Grado, Rete4, presenterò il mio libro che parla di loro: si intitola infatti “Le amiche che non ho più. Lucia  Federica, Roberta.” Con voi voglio condividere le loro storie.

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