Perde il posto per una pipì sbagliata. Succede solo in Italia.

Succede in Italia, nella ridente Bergamo, che uno stimato professore perda il posto di lavoro per aver dimenticato di riportare una sua vecchia ammenda in un’autocertificazione.
L’ ammenda gli era stata comminata perché colpevole di aver fatto la pipì in un cespuglio dove era stato sorpreso da un milite, e per la quale era stato poi condannato dal giudice di pace, all’alba di ormai undici anni fa.


Questo episodio, più di tanti altri, spiega molto del “sistema Italia” e della deriva confusionale che si vive e si respira oggi nel nostro Paese.
Dapprima, facendo facile ironia, vista la situazione dei giardini pubblici di Roma o Milano, ma anche di altre città italiane, verrebbe da dire che probabilmente le poche e sparute piante a dire poco mal custodite di molti giardini pubblici, avrebbero pagato di tasca loro per potersi imbattere in una improvvisata e biologica manutenzione da parte del professor Rho.
Riposizionando invece il tema su binari decisamente più seri, osservo aime’ come la barocca giustizia italiana sia sempre più avversa al cittadino. Una giustizia obsoleta e ostile.
Nel frattempo nessuna voce autorevole della politica italiana ha evidenziato come questo mostro giuridico che vede coinvolto il malcapitato professore, sarebbe da ritenere nullo e privo di conseguenze per lo stesso. Il docente invece è stato licenziato. Fine dei giochi. Evidentemente c’è una legge che permette un trattamento del genere, come conseguenza, per uno strano caso del destino, di un fatto così misero come una pipì nel posto sbagliato. Ma d’altronde cosa possiamo aspettarci dal nostro Parlamento, che è troppo impegnato nelle solite dispute da cortile, nel tritacarne dei tradimenti, delle ripicche e dei voltafaccia nauseanti, con i quali abbiamo imparato a coesistere? Che pensi anche a noi poveri singoli cittadini?
Detto questo, rimane purtroppo incalcolabile il danno che ne deriva per l’ immagine, nel senso non estetico della parola, trasmessa ai giovani, in particolare agli alunni del povero professore, del nostro Paese. Che in questa vicenda kafkiana si chiedono in che di tipo di società stiano vivendo e quale senso dell’etica dovranno perseguire nella costruzione del loro futuro.
“Per noi era un maestro di vita, lo rivogliamo in classe”, scrivono i 514 iscritti al liceo linguistico in cui il docente insegnava.
Per poter riparare, seppur parzialmente, a questo danno, ridiamogli subito il loro professore in cattedra, povero, anche se la pipì sarebbe stato meglio farla nel bagno di casa sua. Ma forse gli scappava troppo.
Politici, datevi una mossa.
Auguri.

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2 risposte a “Perde il posto per una pipì sbagliata. Succede solo in Italia.

  1. Ormai da italiano non mi scandalizzo piu di niente, sono di Santarcangelo di Romagna (RN), qui anno scorso il comune, per il festival internazionale, ha patrocinato e pagato anche lo spettacolo del sig. FRANK WILLENS, che, completamente nudo, ha danzato ed infine si e orinato addosso, in piazza in pieno giorno.
    A quelli che hanno protestato se non altro per i soldi spesi, anche per il cattivo gusto dell’ esibizione, gli è stato risposto dall’ istituzione comunale che si tratta di innovativa arte teatrale e di essere degli ignoranti per quel che riguarda questo tipo di teatro.
    In questo caso se la legge fosse uguale per tutti, l’ attore doveva essere denunciato, e il sindaco dovrebbe restituire i soldi spesi… invece le cose vanno così…

  2. Buonasera.
    Cara Francesca, lei parla del “sistema Italia” e della deriva confusionale che si vive e si respira. Io, non riesco più a usare così tanta diplomazia e considero questo paese, in mano a veri e propri idioti. Uso questa parola, per non usarne di peggio e leggendo certe notizie, la mia rabbia compresa quella di molti Italiani, ormai ha raggiunto il culmine. Partiamo da quello che è successo a questo professore. Alzi la mano, chi di noi non ha mai fatto la pipì, dietro un cespuglio, o in un prato. Con questo non voglio giustificare chi lo ha fatto, o chi abitualmente lo fa. E’ sicuramente una cosa da non fare, ma spesso il bisogno è talmente imminente che porta a usare un albero o un prato, come un vero e proprio wc. Ribadisco che non è una cosa che non deve diventare un abitudine. Spesso recarsi al bar per usare i bagni, diventa una vera e propria impresa e trovare un Vespasiano nelle nostre città e come vincere al Superenalotto. Voglio partire da un presupposto, o meglio da una certezza. La persona chiamata in causa è un Italiano e uno stimato professore. Mi sarebbe piaciuto vedere il milite che ha denunciato questa persona, usare lo stesso trattamento per un clandestino magari ubriaco. Con tutto il rispetto per questo milite, credo che se ne sarebbe andato per la propria strada, fingendo di non aver visto nulla. Anche per un semplice motivo. Denunciato il clandestino, cosa sarebbe successo allo stesso ? nulla, ovviamente nulla. Ma attenzione. Per un docente, per di più Italiano le cose cambiano in modo evidente. Tutto questo, grazie alle leggi che esistono in questo dannato paese. A pagare è sempre e solo una categoria. La categoria degli stupidi. Quelli che non protestano mai e pagano senza battere ciglio. Per quelli che non hanno nulla da perdere, tutto passa in cavalleria. Gira che ti rigira, tutto porta al solito discorso. Abbiamo una categoria (i politici) che mancano di una cosa importante. Gli attributi. Tutelano cani e porci, ma si dimenticano delle persone che gli hanno votati. L’unico periodo che la loro lingua, scivola sui deretani degli Italiani è il periodo della campagna elettorale. In quei giorni, le loro promesse, superano di gran lunga la fantascienza. Fino al giorno della loro elezione, si sentono i salvatori della Patria, ma dal momento che vengono eletti, come d’incanto diventano tutti Schettino. Abbandonano la nave e le loro promesse, ritornando nei bassifondi della politica. Non conosco questo professore e non mi permetto di giudicare quello che ha fatto, ma se lo stesso viene giudicato da 514 alunni iscritti al liceo, come un maestro di vita, credo che ancora una volta le nostre istituzioni, hanno fallito alla grande. Cara francesca, i politici non devono darsi una mossa, siamo noi cittadini che dobbiamo muoverci. Muoverci per mandarli tutti a casa. Credo che lo sappia meglio di me, i parassiti si annidano, all’interno di un organo fino alla morte dello stesso. I nostri politici, non fanno eccezione. Buona serata.
    Cordialmente.

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