Arrestato Loris Gozi, il supertestimone del caso Ragusa. L’ennesima beffa all’italiana

Francesca carollo Anita Gombi
Ieri sono tornata a Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, luogo diventato famoso per la scomparsa di Roberta Ragusa, dopo tanti mesi di mia assenza.
Sono tornata li per una notizia che,lo ammetto, e’ stata per me come una tegola in testa.


Loris Gozi, il supertestimone del caso, l’uomo sulla cui testimonianza la Procura di Pisa ha costruito l’impianto accusatorio nei confronti del marito di Roberta, e’stato arrestato il 7 dicembre.Deve scontare una pena di tre anni per il furto di un computer, avvenuto nel 2008. Avete letto bene, eh si, il furto di un pc.
Dopo sette anni la Giustizia Italiana ha deciso per questa condanna. Ma come? Il pubblico ministero aveva chiesto per lui otto mesi e un’ammenda di 100 euro.
Il giudice ha deciso che erano più giusti tre anni. Mi può spiegare qualcuno la razio di questa sentenza?Sette lunghi anni di attesa continuando a vivere normalmente, e poi il carcere. Allora, gli errori vanno corretti, la legge va rispettata, sia ben chiaro.Ma in questo caso ci sono almeno due inganni.

Il primo è che mi sfugge la funzione rieducativa del carcere dopo sette anni in cui Loris ha girato libero e bello, per un PC poi.
Ma soprattutto il secondo è che il suo avvocato aveva chiesto per lui una pena alternativa, come l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Perché Loris vuole pagare il suo conto.E sapete perché non gli è stata concessa questa possibilità? Perché Loris non ha un lavoro, il che lo avrebbe reso potenzialmente idoneo alla pena alternativa.
Il punto è che lui il lavoro non ce l’ha perché dopo aver testimoniato per il caso di Roberta Ragusa, dopo averci messo la faccia, litigato con la sua famiglia, per amore della verità, almeno la sua, nessuno gli ha più dato un lavoro.
“Troppo in vista, troppo pericoloso, e’ un testimone, ha la stampa addosso figuriamoci se voglio giornalisti nel mio esercizio…”: queste sono alcune delle vere motivazioni di chi non lo ha voluto. Mascherate dalla solita solfa: “Sai, c’è la crisi…”. Come a dire che se in Italia fai il testimone poi ti si ritorcerà tutto contro. Perché lui per tre anni ha chiesto lavoro, e per tre anni ha preso solo porte in faccia.
Ma è questo il messaggio che diamo ai cittadini che vorrebbero testimoniare? E dov’è ora lo Stato-magistratura che lo ha coinvolto nella vicenda Ragusa? Ma come? Prima indispensabile e ora che c’era da dargli una mano tutti svaniti nel nulla?
Io non ci sto.
Perché Loris e’ una persona che ha fatto un grande percorso di cambiamento, un bravissimo papà, un uomo leale e buono.
La cui unica colpa e’ non trovare un lavoro perché ha testimoniato e ha avuto visibilità.
Ribadisco a costo di essere ripetitiva, se avesse avuto un lavoro, avrebbe potuto ottenere una pena alternativa e certamente più rieducativa.
Mi vergogno di questo Paese. Mi sono vergognata oggi quando ho visto i figli di Loris che quest’anno passeranno il Natale senza il loro papà.
Mi sono vergognata quando ho letto la sentenza.
Che rispetto per carità.
Ma voglio che Loris abbia un lavoro, che sconti il suo errore ai servizi socialmente utili, che stia con i suoi figli e non in una cella di carcere.

Tutto per un pc.

Non ci credo. Giuro.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *