Come si può vivere con 96,29 euro al mese? La storia di Alberto Palmieri

Come si può vivere con 96,29 euro al mese? Che vergogna. Chiediamolo ai nostri politici.

Ho conosciuto il signor Alberto Palmieri a Quinta Colonna, io ero collegata da una piazza di Milano, e lui era in studio con Paolo del Debbio. Di lui mi ha colpito subito lo sguardo allegro, nonostante la storia personale assurda che raccontava.
Il signor Alberto, professione pensionato, per un cavillo delle nostre complicatissime leggi fatte molto spesso per far risultare incomprensibili e quindi inutili ai nostri cittadini, percepisce una pensione di 96,20 euro al mese.
Ma cosa si fa oggi con quella cifra? Come si può mangiare, vestirsi, sopravvivere, ogni mese, con 96 euro e qualche spiccio? Con il caro vita, la spending review, e le tasse persino sull’aria che respiriamo ormai?

Ero atterrita finché Alberto raccontava la sua vicenda, con una dignità enorme, con modi semplici. Spiegando che mangia un piatto di pasta con un po’ di sugo che costa 60 centesimi, che la glicemia è gli andata alle stelle per questo, ma che è quando può permettersi. La carne? L’ha dimenticata. Il suo problema oggi è mettere insieme il pranzo con la cena. Senza perdere l’allegria e la fiducia nel futuro.
Ma come possiamo permettere che i nostri anziani vivano così?
Come accettare, da cittadini, il divario enorme e spesso ingiusto tra macro vitalizi e situazioni come quella del signor Alberto?
Oggi lui vive anche grazie alla generosità dei suoi amici. Ma non può durare per sempre, né Alberto può dipendere da possibili, ma pur sempre ipotetici aiuti.
Questa settimana, dopo la puntata di Quinta Colonna, ha ricevuto oltre duecento mail di persone colpite e commosse dalla sua storia, che lo hanno aiutato concretamente. Allora anche la TV può fare qualcosa di buono.
L’ho chiamato personalmente e “a caldo” mi ha pregato di ringraziare tutti:
“Gli italiani sono un popolo generoso. Mi hanno fatto vivere una settimana bellissima, non so cosa dire, incredibile”. Voce commossa e parole semplici.
“Lo Stato non c’è, sembra un azzeccagarbugli. Nella mia situazione ho trovato solo un mare di difficoltà pratiche, ho lottato ai servizi sociali i giorni scorsi, per aver una risposta forse tra tre mesi. Ma uno cosa fa per questi tre mesi? Muore di fame?
Voglio ringraziare anche il direttore Mario Giordano a cui scrissi una lettera tempo fa, che mi ha aiutato il giorno stesso e che non si dimentica mai di me. E Paolo del Debbio, che mi ha dato una grande opportunità nel suo programma.
La Meloni? Era in studio con me a Quinta Colonna. Ha detto che avrebbe preso a cuore la mia situazione, ma io ancora non l’ho sentita.”
Io voglio fare un appello per non dimenticarci di lui.

Scrivete a quintacolonna@mediaset.it

Diamogli una mano.

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