Io sto con Stacchio. E vi spiego perché.

Da due settimane ormai staziono con una troupe televisiva a Ponte di Nanto, nel vicentino, per la storia di Graziano Stacchio. I fatti sono noti: Stacchio, benzinaio del paese, ha sparato per dissuadere e contrastare dei ladri rom che stavano assaltando la gioielleria di fianco alla sua pompa di benzina. Un conflitto a fuoco da far west, con cinque uomini che sparavano con i kalashnikov e un sesto che faceva da palo. Il tutto non prima di aver tentato di derubare la gioielleria Zancan. Uno dei malviventi era entrato spacciandosi per un cliente normale ma Genny, la commessa, già vittima una volta di un agguato, aveva capito che c’era qualcosa di strano e aveva così dato subito l’allarme anti rapina. Otto minuti di terrore chiusa in gioielleria con uno di loro, mentre gli altri con picconi e mazze tentavano di abbattere i vetri anti proiettile, per far uscire il loro uomo, riuscendo, dopo colpi violentissimi, a portarlo fuori grazie alla vetrata ormai incrinata e sfondata. Il tutto per fuggire impuniti.


Ma a questo punto nel piazzale antistante comincia una sparatoria tra Stacchio e i banditi, di cui ora i RIS di Parma dovranno ricostruire la dinamica. Stacchio dice di aver sparato prima in aria, per spaventare i malviventi, e poi di aver risposto al fuoco.
Nel conflitto però perde la vita Albano Cassol, uno dei sei malviventi presenti, un rom nato in Italia con una lunga lista di precedenti penali, una moglie incinta e tre figli a casa. Gli altri scappano lasciandolo morente in auto, ferito gravemente da un unico colpo alla gamba, che sarà mortale.
Io sto con Stacchio. Lo penso dal primo giorno, al di là di quanto accerterà, giustamente, la magistratura. E sto con Stacchio non perché ha sparato per difendere lui, Genny, il gioielliere Zancan e tutte le persone presenti nel parcheggio, ma perché in questa situazione drammatica non si definisce un eroe ma si interroga ogni giorno se abbia fatto la cosa giusta.
Perché prega per la vedova e piange, lui che è nonno, dei bimbi che ora sono senza padre. Io sto con Graziano Stacchio perché è un uomo perbene, che rispetta la legge e soffre per Albano Cassol, uno che gli ha sparato addosso con un kalashnikov. Dice che gli avrebbe anche dato il suo sangue a Cassol, per salvarlo. Proprio a colui che invece tentava di ucciderlo.
E sto con Stacchio non solo perché non si può colpevolizzare chi, sotto il fuoco di un’aggressione, tra vivere e morire sceglie di vivere, ma perché sta cercando, nella tragedia, di far riflettere l’Italia su come e perché siamo arrivati a scenari come questo.
Sto con Stacchio perché è un uomo che non si fa tirare per la giacca dai politici, che non urla, ma che spera che con le sue parole miti l’Italia della non-sicurezza si rialzi, e la politica trovi soluzioni concrete a un paese in cui nessuno vuole imbracciare un fucile e farsi giustizia da se’. Almeno non Stacchio, e nemmeno io.

 

Per approfondimenti:



 


 

 

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

4 risposte a “Io sto con Stacchio. E vi spiego perché.

  1. Ho subito anch’io una rapina nella mia gioielleria molti anni fa . Mia madre che era con me fu buttata in terra insieme ad una cliente, mentre su di me si avventarono in tre puntandomi la pistola dietro l testa . Prima di sfondare la porta d’ingresso sono passati circa dieci secondi. Se avessi avuto un’arma avrei sparato senza esitare uccidendoli tutti, o quanto meno sarebbero fuggiti. In quei momenti non si ragiona , bisogna trovarcisi. Svanisce in un minuto il lavoro di tutta una vita. Erano due mesi che avevo fatto richiesta del porto d’armi. Mi fu consegnato cinque giorni dopo la rapina. Ci fu anche una violenta sparatoria con i carabinieri . Era il 28 maggio 1974 a Roma; anni di fuoco. STO CON STACCHIO TUTTA LA VITA.

  2. Il benzinaio ha fatto solo quello che tutti i possessori di un’arma da fuoco legalmente denunciata avrebbero fatto,questo paese sta diventando un immenso parco giochi per criminali e anche le forze dell’ordine a volte sono impotenti perchè il giorno prima lì arrestano e il giorno dopo sono fuori!!!!!!!.Cominciamo da lìì ma come al solito arriviamo sempre allo stesso punto che è: la politica con i suoi problemi duraturi nel tempo……………………..e cioè i politici stessi!!!!!!!!!!!.

  3. Mi auguro milioni di “benzinai”, di cittadini normali che si armano. Non perché le forze dell’ordine sono incapaci, ma perché rischiano processi se intervengono drasticamente e ammazzano qualche delinquente. Per cui io sto sia con Stacchio, che con le forze dell’ordine.
    Il mio motto: “Meglio subire un brutto processo (se nullatenente, ti danno un avvocato d’ufficio), che un bel FUNERALE!”.
    FORZE DELL’ORDINE PICCHIATE E SPARATE, NE AVETE TUTTO IL DIRITTO!!!

  4. Io ancora non riesco a capire se queste sono le leggi che abbiamo in Italia o sono i giudici a fuorviarle! Comunque sia: se le leggi sono queste, allora come sono state fatte, si possono e devono essere modificate se vogliamo riprendere in mano la situazione; se sono male o volutamente interpretate a favore dei delinquenti da parte dei giudici, allora vanno allontanati (in carcere loro). Comunque sia, lo Stato è complice ed in Italia lo Stato (purtroppo) non sono gli Italiani. La colpa è solo loro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *