Il giallo del piccolo Loris. Il cacciatore c’entra qualcosa?

Ora tutti lo chiamano così, “il cacciatore”: Orazio Fidone, l’uomo che per primo ha trovato il corpo di Loris Stival sabato scorso in un canalone vicino a un vecchio mulino. Ed è proprio su di lui che cadono i primi sospetti, tanto che gli inquirenti lo hanno indagato per sequestro e omicidio, anche se parlano semplicemente di “atto dovuto” per permettere gli “accertamenti irripetibili” sulle sue due automobili e sui suoi vestiti. Anche a tutela dell’indagato. Stranamente la legge italiana, per permetterti di essere “garantito”, ti indaga.


Ma torniamo al cacciatore, un ex impiegato dell’Enel in pensione, sposato con un’insegnante molto stimata in paese. Fidone trova il corpicino di Loris alle 16.55. Ma cosa c’è di strano nel suo racconto? Innanzi tutto non è chiaro come mai lui si diriga subito verso quel canalone, una zona poco battuta, sconosciuta ai più. Una zona di caccia, dirà Fidone, ma nessuno conferma. Va lì e solo lì per puro intuito?
E perché la sua Suzuki viene trovata con lo sportello aperto dalla volante della polizia che casualmente passava di lì? Aveva forse tirato fuori qualcosa dalla macchina? E se si, cosa? Lui però dice di aver appena chiamato i Carabinieri. In effetti risulta la sua telefonata al 122 alle 16.54, ovvero un minuto prima che arrivi la volante. Fidone viene interrogato tre volte in due giorni, vengono setacciate le sue due abitazioni, si cerca di capire quali siano i suoi rapporti con la famiglia di Loris.
Ma lui, questo signore baffuto che ostenta tranquillità, sostiene che per quella mattina ha un alibi. Era al mercato di Vittoria, un paese vicino. Una telecamera lo inquadra alle 10, poi la sua immagine si perde. In paese tutti gli sono vicini, e lui dice che, nonostante i sospetti, rifarebbe quello che ha fatto. Non è certo un bel messaggio agli italiani, vedere che un cittadino che compie il suo dovere si ritrova indagato. Ma d’altra parte c’è di mezzo la morte orribile di un bimbo di otto anni, e quindi ogni verifica va fatta, approfonditamente, per escludere qualsiasi dubbio. Rimane il dubbio del perché di tutti questi interrogatori fatti al cacciatore. Solo atti dovuti nell’indagine o i carabinieri sanno qualcosa che noi non sappiamo?

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