Loris Stival. I video smentiscono la mamma.

“Io mio figlio l’ho portato a scuola”. Questo continua a ripetere Veronica, la mamma di Loris Stival, il bimbo strangolato sabato scorso. Ma nella sua versione qualcosa non torna e purtroppo si aprono dei possibili, pur sempre ipotetici, scenari pesantissimi sulla fine del piccolo Loris. In quella scuola lui non ci sarebbe mai arrivato perché la sua mamma non ce l’ha portato. Cosa significa questo? Dalle decine e decine di telecamere di sorveglianza, quarantadue per la precisione, visionate in questi giorni dagli inquirenti infatti, non emerge nessun frame in cui si veda Loris.

Il bambino in quel percorso, da casa sua alla scuola, non esiste. Si vede il fratellino, nella polo nera con la mamma, ma di Loris nemmeno l’ombra. Subito dopo un litigio con la madre, sarebbe tornato verso casa mentre lei accompagnava l’altro figlio in ludoteca. Ma perché una mamma di un bimbo di otto anni strangolato, abusato e gettato in un canalone mentirebbe? Veronica non è indagata, continua a ripetere il suo avvocato, ma di certo su di lei ora ci sono delle ombre pesanti. Ieri pomeriggio gli esperti della scientifica di polizia e carabinieri hanno ispezionato la sua casa utilizzando il “Luminol” che serve a evidenziare tracce di sangue e quindi il dna. Hanno sequestrato diari, pc e quaderni del bimbo. Perché? Solo per farne un profilo? Cosa cercavano? Cosa nasconde mamma Veronica? Cos’è successo in quella casa quel maledetto sabato mattina? E chi ha abusato e ucciso un bimbo indifeso?

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