Proteggiamo i bambini. Non vogliamo più piangerli.

Quando leggo della morte di un bambino mi faccio sempre mille domande. Perché proprio lui, perché negargli il futuro, come vivranno ora quei poveri genitori che sono sopravvissuti al loro figlio, di chi è la colpa, e tante altre ancora. I bambini sono soggetti indifesi, puri, buoni. Se noi e il nostro Paese non li sappiamo proteggere, allora abbiamo fallito. E nel caso di Loris Stival, il bimbo di soli otto anni, strangolato e abbandonato in fondo a un canalone nel ragusano, probabilmente qualcosa è andato storto. Loris è stato lasciato dalla sua mamma vicino alla scuola, nella quale però non è mai entrato. Qualcuno l’ha preso? Qualcuno di cui lui si fidava?

Veronica, la mamma che ora distrutta lo piange, dice che suo figlio non avrebbe mai dato corda a un estraneo. Che non si sarebbe mai allontanato con uno sconosciuto. E gli inquirenti ora stanno scavando nella vita di questa famiglia e del loro bambino, per capire chi lo conoscesse e chi poteva forse convincerlo a seguirlo. Il problema è che scavare nella vita di un bimbo di otto anni ha già di per se qualcosa di assurdo. Che pregresso può avere mai? Ma il punto è un altro. Nelle scuole e nelle famiglie i bambini vanno educati a parlare, a raccontare se c’è qualcosa che non va, se qualcuno di strano li ha avvicinati, toccati, se ha cercato di portarli via; non devono avere paura di confidarsi e di dire cose scomode. Se riusciamo ad ottenere questo, saremo già un passo avanti. E poi nelle scuole sarebbe importante che i genitori fossero avvertiti tempestivamente nel caso in cui i figli non si presentino a scuola. Tempestivamente. Perché quei minuti, quelle ore, potrebbero essere cruciali. Sprechiamo tante ore e tanti soldi tutti noi italiani al telefono. Usiamo un sms nelle scuole, rendiamolo obbligatorio. Un sms o una telefonata per avvertire che il proprio bambino non è entrato in classe. Magari è solamente al bar del paese a giocare, ma magari invece è nelle mani sbagliate. E noi non vogliamo più piangere bambini.

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