L’usato griffato? Adesso si compra online. Ed è boom di vendite.


C’erano una volta i favolosi anni ’80, quelli del consumismo sfrenato, dello shopping di lusso. All’epoca erano moltissimi gli italiani a potersi permettere giornate intere di acquisti, senza badare al portafogli. Non servivano russi e cinesi a riempire i negozi del quadrilatero della moda a Milano, o i monomarca delle griffe a Parigi, Londra e New York. Altri tempi, la musica è cambiata. La crisi ha stravolto usi e costumi.

 

Settori come il lusso reggono perché ci sono gli stranieri, o per la presenza di una fascia di ricchi che non ha modificato il proprio potere d’acquisto. Ma il consumatore medio spende meno, o spende in modo diverso, forse più intelligente. Perché il nostro paese ha cambiato, almeno in parte, volto e desideri. Si fa shopping online, si compra e si vende usato. Ed è proprio nei momenti di crisi che nascono le idee. Così si sono sviluppati numerosi siti di vendita in internet di abiti usati, griffati, spesso quasi nuovi: dal più semplice Ebay annunci, a siti come Private Griffe, o Videdressing. Un modo per poter ancora sognare e comprare, ma a prezzi più accessibili.  Quest’ultimo, Videdressing, è oggi uno dei principali siti di vendite online di capi o accessori di seconda mano a livello europeo. La sua fondatrice, nonché CEO dell’azienda Meryl Job, ha pensato bene di intercettare una tendenza nei consumi e anche di ottimizzare il suo, di guardaroba, fornitissimo, condividendolo con altri estimatori della moda. Perché buttare capi magari ancora belli? Perché non rivenderli? Così oggi accade che, grazie al sito, tutti quelli che hanno nell’armadio articoli non più graditi ma in ottime condizioni li possono mettere online, e magari acquistare un altro capo. Allo stesso tempo, tutti quelli che hanno sempre pensato di non potersi permettere un articolo di genere ‘luxury’, grazie a prezzi decisamente più contenuti, possono realizzare i loro desideri. Idea semplice ma geniale. Resta il sogno, almeno in parte accessibile, e c’è il riciclo e quindi in “non spreco”. I numeri poi sembrano dare ragione piattaforme come Videdressing , che da marzo è sbarcato in Italia: il sito conta più di 600.000 membri, più di 3.000.000 di visite al mese, con oltre 4.500 novità al giorno e capi di 8.500 stilisti. Questo perché la domanda c’è: dall’aprile del 2012 a oggi infatti, i cosiddetti e-shopper sono aumentati di oltre il 50 per cento, raggiungendo quota 13,6 milioni e toccando un picco di 14 milioni nel periodo natalizio.

E pazienza se dopo aver “surfato” online non si compra nulla, lì per fortuna non c’è nessuna commessa che ci guarderà con l’occhio storto in caso di uscita senza acquisti.

 

 

 

 

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